venerdì 4 gennaio 2013

IN GAZZETTA IL DECRETO DEL CONTO TERMICO

(Fonte: www.Edilportale.com)


04/01/2013 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Conto termico. Il decreto, firmato il 28 dicembre scorso dai Ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Politiche agricole, incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica.

900 milioni per privati e PA.
Per incentivare i piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sono stanziati 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche.

L’incentivo copre il 40%dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base all’intervento e alla potenza dell'impianto, come indicato nell’Allegato I.

Come si legge nella versione definitiva del decreto, per soggetti privati si intendono persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.

Per accedere agli incentivi, le Amministrazioni Pubbliche possono avvalersi del finanziamento tramite terzi, di un contratto di rendimento energetico o di un servizio energia, anche tramite
l’intervento di una ESCO.

L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali.

Interventi incentivabili
Tra gli interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di
edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione, possono accedere agli incentivi del Conto termico:
- l’ isolamento termico delle superfici opache che delimitano il volume climatizzato;
- la sostituzione di chiusure trasparenti e infissi che delimitano il volume climatizzato;
- la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con generatori di calore a condensazione;
- l’installazione di sistemi di schermatura e ombreggiamento non trasportabili per la protezione delle chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest.

Per quanto riguarda la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, accedono ai bonus:
- la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
- la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
- l’ installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling, di superficie solare lorda inferiore a 1000 metri quadri;
- la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Tra le spese ammissibili, che concorrono al calcolo dell’incentivo, sono inclusi smontaggio e dismissione dei vecchi impianti, fornitura dei materiali e posa in opera, opere idrauliche e murarie eventualmente necessarie, interventi sulla rete di distribuzioni e prestazioni professionali.

Come funzionano gli incentivi
Anche se tutti gli interventi beneficiano di un incentivo del 40% della spesa sostenuta, i tetti del bonus sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato.

Per gli interventi sull’involucro(tetti, pavimenti, pareti perimetrali) il valore massimo dell’incentivo è di 250.000 euro (quindi la spesa massima incentivabile al 40% è di 625.000 euro; se si spende di più l’incentivo sarà comunque di 250.000 euro).

Per le finestre, il valore massimo dell’incentivo è di 45.000 europer le zone climatiche A, B e C, e di 60.000 europer le zone climatiche D, E ed F. Per le caldaie a condensazionefino a 35 kilowatt termici (kWt), il tetto dell’incentivo è di 2.300 euro, per quelle sopra i 35 kWt il tetto è di 26.000 euro.

Per i sistemi di schermatura e ombreggiamentofissi o mobili, il valore massimo dell’incentivo è di 20.000 euro, per i meccanismi automatici di regolazione di tali sistemi, il tetto è di 3.000 euro.

Ammissibilità agli incentivi
Per accedere ai bonus, gli impianti devono presentare alcune prestazioni minime. Le caldaie a biomassa, sono incentivabili se installate in sostituzione di caldaie e di impianti per il riscaldamento delle serre preesistenti, alimentati a biomassa, gasolio o carbone. Sono escluse quelle che utilizzano rifiuti biodegradabili urbani o industriali.

Per le pompe di calore elettriche e a gas, l’incentivo erogato è calcolato tenendo conto della taglia dell’impianto, della zona climatica, dell’energia prodotta e delle prestazioni dell’impianto.

Per gli scaldacqua a pompa di calore l’incentivo massimo è di 400 europer impianti fino 150 litri e di 700 euro oltre i 150 litri. Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, l’incentivo è calcolato in relazione all’energia prodotta, alla potenza dell’impianto, alle ore di fuzionamento, alla zona climatica e all’emissione di polveri.

Sul solare termico e solar cooling, l’incentivo si calcola per metro quadro installato: 170 euro/mq fino a 50 mq di superficie e 55 euro/mqper impianti oltre i 50 mq di superficie; l’incentivo sale rispettivamente a 255 e 83 euro/mq se si tratta di impianti di solar cooling cioè raffrescamento.

Come fare domanda
I soggetti che intendono accedere all’incentivo devono presentare domanda al Gse, Gestore dei servizi energetici, entro 60 giorni dalla fine dei lavori. L’istanza va inviata avvalendosi della scheda-domanda messa a disposizione dal Gse.

Se gli interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili prevedono una potenza termica nominale complessiva maggiore di 500 kW ed inferiore o uguale a 1000 kW, accedono ai meccanismi di incentivazione dopo l’iscrizione in appositi registri.

Nella domanda deve essere indicato in modo chiaro il tipo di intervento effettuato e la spesa totale ammissibile. La domanda deve inoltre essere firmata dal soggetto responsabile e accompagnata da un suo documento di identità.

All’istanza vanno allegate le schede tecniche dei componenti o delle apparecchiature installate, l’asseverazione di un tecnico abilitato, le fatture attestanti le spese sostenute e l’autocertificazione sul mancato cumulo dei bonus con altri incentivi statali.

Se richiesti, devono essere presentati anche l’attestato di certificazione energetica, la diagnosi energetica, la dichiarazione di conformità dell’impianto, il certificato del corretto smaltimento degli impianti e il certificato rilasciato dal produttore attestante il rispetto dei livelli emissivi in atmosfera.
In particolare, per gli interventi di isolamento termico, le richieste di incentivo devono essere corredate da diagnosi energetica precedente l’intervento e da certificazione energetica successiva.

Per la sostituzione di finestre, l’installazione di schermature, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e l’installazione di collettori solari termici, le richieste di incentivo devono essere corredate da diagnosi energetica precedente l’intervento e da certificazione energetica successiva quando l’intervento è realizzato su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza nominale totale del focolare maggiori o uguali a 100 kW.

lunedì 10 dicembre 2012

CONTO TERMICO VERSO LA PUBBLICAZIONE: INCENTIVI FINO AL 40%


(Fonte: www.Edilportale.com)


10/12/2012 - Nella seduta del 6 dicembre scorso, la Conferenza Unificata ha dato parere favorevole sul Conto Termico, il decreto che incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica, a condizione che vengano apportate alcune modifiche al testo.
Cosa prevede il Conto Termico
Il decreto stanzia 900 milioni di euro, 700 per privati e imprese, 200 per le amministrazioni pubbliche, per incentivare piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. L’incentivo coprirà il 40% dell’investimento, con tetti massimi differenziati per tipo di intervento e potenza dell'impianto, e verrà erogato in 2 o 5 anni.

Il nuovo sistema di incentivi è rivolto a persone fisiche, condomini e imprese per la sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti con nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, e a pubbliche amministrazioni per la sostituzione di impianti di cui sopra e per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (isolamento termico dell’involucro, sostituzione di finestre, sostituzione di caldaie con caldaie a condensazione, installazione di schermature solari).

Per essere ammessi agli incentivi del Conto Termico, gli interventi devono rispettare determinati valori di rendimento termico per le caldaie, e di trasmittanza massima, secondo la zona climatica, per l’involucro e le finestre. Il Conto Termico è riservato a impianti con una potenza massima di 500 kW.

Le richieste della Conferenza Unificata
Tra le richieste delle Regioni vi è quella di incrementare a 1 MWt la potenza massima degli impianti ammessi all’incentivo, tetto ora fissato a 500 kW.

Inoltre, il decreto incentiva la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con nuovi impianti dotati di generatore di calore alimentato a biomassa. Le Regioni chiedono che l’incentivo sia concesso anche per la realizzazione ex-novo di questi impianti, ma solo negli edifici rurali.

Chiedono anche di ammettere all’incentivo le aziende agricole site in aree non metanizzate, che svolgono attività agroforestale, che intendano sostituire un impianto a gpl con uno a biomassa. Ultima richiesta, la possibilità che i certificati di manutenzione dei generatori di calore alimentati a biomassa vengano inseriti in catasti informatizzati presso le Regioni anziché conservati in formato cartaceo per 5 anni. 

Altre richieste di modifica riguardano un maggiore coinvolgimento di Regioni, Province e Comuni nella definizione delle procedure di assegnazione degli incentivi.

I prossimi step
Il decreto torna ora al Ministero dello Sviluppo Economico per la stesura definitiva, dopodichè sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

martedì 27 novembre 2012

EFFICIENZA ENERGETICA: TRA 1 SETTIMANA IN VIGORE LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA


(Fonte: www.Edilportale.com)

27/11/2012 - È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore il 5 dicembre prossimo la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.
La nuova Direttiva impone agli Stati di fissare obiettivi indicativi nazionali per il 2020 e introduce misure giuridicamente vincolanti per favorire un uso più efficiente dell’energia in tutte le fasi della catena energetica, dalla trasformazione alla distribuzione per il consumo finale.

Vediamo nel dettaglio i contenuti della Direttiva che interessano il settore dell’edilizia:

Ristrutturazioni di immobili
Gli Stati dovranno elaborare una strategia a lungo termine per favorire la ristrutturazione degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati. Previa ricognizione del parco immobiliare, dovranno essere individuati approcci alle ristrutturazioni efficaci in termini di costi e pertinenti al tipo di edificio e alla zona climatica e misure volte a stimolare gli interventi. Gli Stati dovranno delineare una prospettiva per guidare le decisioni di investimento dei privati, dell’industria edilizia e delle istituzioni finanziarie. La strategia dovrà essere pubblicata entro il 30 aprile 2014 o aggiornata ogni tre anni.

Riqualificazione di edifici pubblici
Dal 1° gennaio 2014 il 3% della superficie degli edifici pubblici riscaldati e/o raffreddati deve essere ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell’articolo 4 della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (Direttiva “Edifici a Energia Quasi Zero”, non ancora recepita in Italia). La quota del 3% è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici oltre i 500 mq; tale soglia scenderà a 250 mq a partire dal 9 luglio 2015.

Dovrà essere data priorità agli edifici con la più bassa prestazione energetica, mentre potranno essere esclusi gli immobili di valore architettonico o storico - qualora la riqualificazione ne dovesse compromettere il loro aspetto - e gli edifici destinati alla difesa e al culto. Anche gli enti che si occupano di edilizia sociale dovranno adottare piani di efficienza energetica, con obiettivi analoghi a quelli fissati per gli edifici pubblici, e un sistema di gestione dell’energia e di audit energetici.

Acquisti verdi
Lo Stato e gli enti locali dovranno acquistare esclusivamente prodotti, servizi ed edifici ad alta efficienza energetica, nei limiti di fattibilità indicati nell’allegato III, e nell’ambito di appalti con importo oltre le soglie di cui all’articolo 7 della Direttiva 2004/18/CE.

Audit energetici
Gli Stati dovranno promuovere la disponibilità, per tutti i clienti finali, di audit energetici di elevata qualità, efficaci in rapporto ai costi, svolti in maniera indipendente da esperti qualificati e accreditati o eseguiti e sorvegliati da autorità indipendenti. Tutte le grandi imprese sono obbligate a sottoporsi ad audit energetici, che dovranno iniziare entro il 5 dicembre 2015ed essere effettuati almeno ogni quattro anni. Le piccole e medie imprese (PMI) sono escluse dall’obbligo.

Misurazione dei consumi energetici
Gli Stati dovranno incentivare la diffusione a prezzi concorrenziali, presso i clienti finali di energia elettrica, gas naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico, di contatori intelligenti che misurino il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d’uso. Tutti i nuovi contatori installati dovranno essere di questo tipo. Nei condomini e negli edifici polifunzionali con riscaldamento/raffreddamento centralizzato o con teleriscaldamento dovranno essere installati, entro il 31 dicembre 2016, contatori individuali per misurare il consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità.

Promozione dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento
Entro il 31 dicembre 2015 gli Stati dovranno effettuare e notificare alla Commissione una valutazione globale del potenziale di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti e dovranno promuovere l’uso di questi sistemi.

Regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione
Entro il 31 dicembre 2014, gli Stati dovranno mettere a punto regimi di certificazione, accreditamento e qualificazione e renderli disponibili per i fornitori di servizi e di audit energetici, per i responsabili delle questione energetiche e per gli installatori di elementi edilizi connessi all’energia definiti all’articolo 2, paragrafo 9, della Direttiva 2010/31/UE.

Informazione e formazione
La Direttiva promuove campagne di informazione e formazione sui meccanismi di efficienza energetica e sui quadri finanziari e giuridici rivolte a consumatori, costruttori, architetti, ingegneri, auditor ambientali e dell’energia e installatori di elementi edilizi. Le banche dovranno essere informate sulle possibilità di partecipare, anche attraverso partenariati pubblico/privato, al finanziamento delle misure di miglioramento dell’efficienza energetica.

Incentivi
Gli Stati dovranno istituire strumenti finanziari, o agevolare il ricorso a quelli esistenti, per il miglioramento dell’efficienza energetica e facilitare gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, in particolare separando gli incentivi tra proprietari e inquilini di un immobile o tra gli stessi proprietari, per incoraggiarli a realizzare gli investimenti. Potrà essere istituito un Fondo nazionale per l'efficienza energetica.

Le scadenze
Entro il 5 giugno 2014 gli Stati membri dovranno recepire la maggior parte delle disposizioni della Direttiva ed avviare la fase di attuazione. Nel primo semestre del 2014 la Commissione esaminerà i progressi compiuto verso il 20% di efficienza energetica obiettivo, e valuterà eventuali ulteriori misure.

venerdì 9 novembre 2012

CONTO TERMICO: IN ARRIVO INCENTIVI FINO AL 40% IN 2 ANNI

(Fonte: www.Edilportale.com)


Incentivi fino al 40% destinati a privati, imprese e pubbliche amministrazioni per piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Sul piatto uno stanziamento da parte dello Stato di 900 milioni di euro, 700 per privati e imprese, 200 per le amministrazioni pubbliche.
Questi i contenuti del Decreto per le fonti rinnovabili termiche messo a punto dal Governo e presentato oggi dai Ministri dello Sviluppo Economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini, e delle Politiche agricole Mario Catania, a Rimini nel corso degli Stati Generali della Green Economy.

L’incentivo coprirà il 40% dell’investimento, con tetti massimi diffenziati per tipo di intervento e potenza dell'impianto, e verrà erogato in 2 o 5 anni.

BENEFICIARI
Il nuovo sistema di incentivi è rivolto a:

* persone fisiche, condomini e imprese per interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con nuovi impianti utilizzanti pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche (incentivo erogato in 2 o 5 anni secondo la potenza dell’impianto);
b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti con nuovi impianti dotati di generatore di calore alimentato a biomassa (2 o 5 anni secondo la potenza dell’impianto);
c) installazione di collettori solari termici anche abbinati a sistemi di solar cooling (2 o 5 anni secondo la superficie dell’impianto);
d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore (2 anni).

* amministrazioni pubbliche per: 

- realizzazione degli impianti di produzione di energia termica da fonti rinnovabili di cui alle suddette lettere a), b), c) e d).

- interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici:
a) isolamento termico dell’involucro edilizio (5 anni);
b) sostituzione di finestre comprensive di infissi (5 anni);
c) sostituzione di caldaie con caldaie a condensazione (5 anni);
d) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento (5 anni);

Per essere ammessi all’incentivo, gli interventi devono rispettare determinati valori: di trasmittanza massima, secondo la zona climatica, per l’involucro e le finestre; di rendimento termico per le caldaie.

LE NOVITÀ
Alcuni interventi per i quali i privati potranno avere l'incentivo del 40% (pompe di calore e solare termico) sembrano coincidere con quelli agevolati dalla detrazione del 55%, valida fino al 30 giugno 2013. Se il 'conto termico' sarà confermato nel testo attuale, il privato potrà scegliere tra le due agevolazioni (rimborso del 40% della spesa in 2 o 5 anni oppure detrazione del 55% della spesa in 10 anni).

Nel secondo gruppo di interventi agevolabili per le pubbliche amministrazioni (miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici) ritroviamo gli stessi lavori (tranne i sistemi di schermatura e ombreggiamento) agevolati dalla detrazione del 55%, che è accessibile però solo ai privati. Con il nuovo 'conto termico' anche le P.A. quindi potranno migliorare l'efficienza energetica dei propri edifici.

ENTITÀ E TETTI MASSIMI DEGLI INCENTIVI
Per tutti gli interventi, l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta, ma con tetti massimi dell’incentivo differenziati. Per gli interventi sull’involucro (tetti, pavimenti, pareti perimetrali) il valore massimo dell’incentivo è di 250.000 euro (quindi la spesa massima incentivabile al 40% è di 625.000 euro; se si spende di più l’incentivo sarà comunque di 250.000 euro).

Per le finestre, il valore massimo dell’incentivo è di 45.000 euro per le zone climatiche A, B e C, e di 60.000 euro per le zone climatiche D, E ed F. Per le caldaie a condensazione fino a 35 kilowatt termici (kWt), il tetto dell’incentivo è di 2.300 euro, per quelle sopra i 35 kWt il tetto è di 26.000 euro.

Per i sistemi di schermatura e ombreggiamento fissi o mobili, il valore massimo dell’incentivo è di 20.000 euro, per i meccanismi automatici di regolazione di tali sistemi, il tetto è di 3.000 euro.

CRITERI DI AMMISSIBILITÀ E CALCOLO DEGLI INCENTIVI
Per le pompe di calore elettriche e a gas, sono richiesti determinati requisiti prestazionali minimi, che variano in relazione al tipo di pompa e alle temperature esterna e interna. Per le caldaie a biomassa, sono incentivabili solo quelle installate in sostituzione di caldaie e di impianti per il riscaldamento delle serre preesistenti, alimentati a biomassa, gasolio o carbone. Sono escluse dall’incentivo quelle che utilizzano rifiuti biodegradabili urbani o industriali.

Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, solare termico e solar cooling, il decreto richiede requisiti minimi di rendimento termico e di emissioni in atmosfera e certificazioni di conformità. Per le pompe di calore elettriche e a gas, l’incentivo erogato è calcolato tenendo conto della taglia dell’impianto, della zona climatica, dell’energia prodotta e delle prestazioni dell’impianto.

Per gli scaldacqua a pompa di calore, l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo è di 400 euro per impianti fino 150 litri e di di 700 euro oltre i 150 litri. Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, l’incentivo è calcolato in relazione all’energia prodotta, alla potenza dell’impianto, alle ore di fuzionamento, alla zona climatica e all’emissione di polveri.

Per solare termico e solar cooling, l’incentivo si calcola per metro quadro installato: 170 euro/mq fino a 50 mq di superficie e 55 euro/mq per impianti oltre i 50 mq di superficie; l’incentivo sale rispettivamente a 255 e 83 euro/mq se si tratta di impianti di solar cooling cioè raffrescamento.

In un esempio illustrato dal Ministero dello Sviluppo economico per un appartamento monofamiliare di 90 mq in zona climatica D (Roma), una pompa di calore elettrica da 24 kWt di potenza che costa 6.500 euro, riceve un incentivo di 2.772 euro in 2 anni. Nello stesso appartamento una stufa a pellet di 22 kWt di potenza, dal costo di 4.000 euro, ha diritto ad un incentivo di 1.392 euro in 2 anni; mentre un impianto solare termico composto da 4 mq di pannelli, dal costo di 3.600 euro, riceve un incentivo di 1.360 euro in 2 anni.

COME OTTENERE GLI INCENTIVI
Per ottenere gli incentivi occorrerà presentare domanda al GSE (tramite un modulo che sarà predisposto dallo strsso GSE) entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Alla domanda occorrerà allegare, secondo il tipo di intervento, l’Attestato di Certificazione Energetica, le schede tecniche dei componenti installati, l’asseverazione del corretto dimensionamento dell’impianto, fatture e ricevute dei bonifici, diagnosi energetica se prevista, autodichiarazione di non cumulo con altri incentivi, ecc. Tutti i documenti vanno conservati per 5 anni.

Per interventi su edifici dotati di impianti di riscaldamento di potenza superiore a 100 kW, è richiesta diagnosi energetica prima dell'intervento e certificazione energetica dopo l'intervento. Entrambe sono richieste sempre per interventi di isolamento termico dell’involucro edilizio. Le spese per diagnosi energetica e certificazione energetica sono rimborsate al 100% alle P.A. e al 50% ai privati con tetti massimi di 5.000 euro per edifici residenziali, 18.000 euro per ospedali e case di cura, 13.000 euro per tutti gli altri edifici.

Gli incentivi del nuovo "Conto termico" non sono cumulabili con altri incentivi statali.

“Gli investimenti previsti - ha spiegato il Ministro Clini - sono di circa 700 milioni di euro annui per i privati, mentre per il settore della Pubblica Amministrazione l’impegno annuo cumulato è di circa 200 milioni di euro”,

Per il Ministro Passera, il decreto rappresenta “un passo importante” per l’efficienza energetica. Lo Stato - ha detto il Ministro - “si prende l’impegno di pagare una quota importante dell’investimento pari al 40%”. “Il ‘conto termico’ - ha spiegato Passera - fa un passo definitivo. Sono i soldi meglio spesi, qui c’è il futuro, c’è molta crescita”.

Il decreto passa ora all’esame della Conferenza Unificata.

giovedì 25 ottobre 2012

IL GOVERNO RISCRIVERA' LE NORMATIVE PER L'EDILIZIA E L'URBANISTICA

(Fonte: www.Edilportale.com)


25/10/2012 - Riscrivere i principi fondamentali della disciplina edilizia per scardinare un sistema che spesso provoca contenziosi e incertezze su permessi e titoli abilitativi, limitando anche il consumo di suolo. È lo spirito del nuovo disegno di legge in materia di infrastrutture, trasporti e territorio che dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri.

Riforma dell’edilizia e del governo del territorio
Il disegno di legge delega il Governo ad armonizzare tutte le disposizioni esistenti in materia di edilizia e governo del territorio. Nel nuovo scenario tracciato dal ddl, le trasformazioni del territorio diventerebbero più sostenibili, anche dal punto di vista energetico.

Secondo la bozza, il riordino dovrebbe procedere su quattro linee principali:
- individuazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia collegati al diritto di proprietà fondiaria ed edilizia;
- diversificazione degli interventi edilizi, dei procedimenti e della disciplina sanzionatoria, in base alla loro natura e al carico urbanistico che producono;
- certezza sui titoli abilitativi da utilizzare, con una serie di chiarimenti su Dia e Scia, ma anche riduzione dei pareri e degli atti di assenso da acquisire prima di intraprendere l’attività edilizia;
- messa a punto di agevolazioni fiscali per la realizzazione di nuove costruzioni e per interventi di riqualificazione edilizia.

Il ddl potrebbe finalmente sbloccare il processo avviato con una serie di iniziative legislative in itinere già da diversi anni. È fermo in Senato dal mese di marzo 2012 il ddl per il governo del territorio, che punta all’omogeneità della disciplina su base nazionale, promuovendo la compensazione perequativa.

L’esigenza di modernizzare le norme sul governo del territorio, ferme al 1942, è stata sollecitata anche dai Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, che a giugno 2012 hanno stilato una serie di proposte per rivedere regime dei suoli, proprietà fondiaria, determinazione dell’indennità di esproprio e perequazione urbanistica.

Ma già dal 2008 il Parlamento sta esaminando, con continui stop and go, quattro disegni di legge in materia di governo del territorio, che per primi hanno proposto una disciplina per la perequazione urbanistica.

Consumo di suolo
Per limitare il consumo di suolo, il nuovo disegno di legge propone di differenziare il contributo di costruzione, previsto dall’articolo 16 del Testo Unico dell'Edilizia (Dpr 380/2001), in modo da favorire la ristrutturazione e il riuso del patrimonio esistente.

L’incidenza degli oneri dovrebbe essere determinata dal Consiglio comunale sulla base dell’ampiezza, dell’andamento demografico, delle caratteristiche geografiche e delle destinazioni di zona previste dagli strumenti urbanistici. Sempre per limitare il consumo di suolo, le Amministrazioni potrebbero avere anche mano libera nel determinare costi di costruzione minori per le ristrutturazioni e maggiori per le nuove edificazioni.

La norma si pone sulla scia di diverse iniziative intraprese per tutelare il territorio. Ricordiamo per esempio il ddl per la valorizzazione delle aree agricole, approvato in Consiglio dei Ministri a metà settembre 2012, che mira a garantire una ripartizione equilibrata tra le zone agricole e quelle edificate.

Va nella stessa direzione l’iniziativa del Ministro per i Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, che nel marzo scorso ha annunciato il suo impegno a favore di una nuova legge per il governo del territorio, incentrata sul contenimento del consumo di suolo e sugli incentivi al recupero edilizio.

BONUS RISTRUTTURAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO ESCLUSI DAI TAGLI

(Fonte: www.Edilportale.com)


12/10/2012 - Ristrutturazioni ed interventi per il risparmio energetico esclusi dai tagli retroattivi alle detrazioni previsti dal disegno di legge di stabilità.
L’analisi del documento, che il Governo presenterà lunedì in versione definitiva, aveva suscitato non poche preoccupazioni nei contribuenti che, invogliati dall’innalzamento degli incentivi e dei tetti di spesa, avevano avviato interventi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica delle proprie abitazioni.

Cosa prevede la legge di stabilità
Il testo introduce una franchigia di 250 euro annui per le deduzioni di cui usufruiscono i soggetti con un reddito maggiore di 15 mila euro. Ciò significa che per spese fino alla soglia di 250 euro, sostenute da contribuenti con un reddito che supera i 15 mila euro annui, non sarà possibile ottenere nessuno sconto in sede di dichiarazione dei redditi.

La legge di stabilità introduce inoltre un tetto annuo di 3 mila euro per le detrazioni fiscali.

In deroga alle disposizioni dello Statuto del Contribuente, le disposizioni si applicano da subito, cioè dal periodo di imposta 2012, quindi anche per spese già sostenute, che vedono cambiare il proprio regime di agevolazione.
Al contrario, il taglio di un punto percentuale delle aliquote Irpef sui primi due scaglioni di reddito si applicherà a partire dai redditi percepiti nel 2013 e non compenserà da subito la  riduzione delle agevolazioni.

Ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche
Gli interventi per il recupero edilizio ed il risparmio energetico sono però esclusi sia dal tetto dei 3 mila euro che dalla franchigia dei 250 euro perché non rientrano nelle spese contemplate dall’articolo 15 del Tuir, Testo unico per le imposte sui redditi, che viene coinvolto dalle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità.   

Queste spese continueranno ad usufruire delle detrazioni previste dalla normativa vigente.
Le spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici continueranno ad usufruire della detrazione del 55% fino al 30 giugno 2013, così come previsto dalla proroga introdotta con il DL 83/2012, contenente misure urgenti per la crescita.

In base allo stesso decreto, le ristrutturazioni saranno agevolabili al 50% fino al fino al 30 giugno 2013, mentre dal primo luglio si tornerà automaticamente al bonus del 36%. Stessa sorte toccherà ai tetti di spesa. I 96 mila euro previsti dal Dl per la crescita torneranno a 48 mila euro a partire dal primo luglio 2013.

venerdì 28 settembre 2012

CERTIFICAZIONE ENERGETICA: SARA' OBBLIGATORIA SULL'ESISTENTE?

(Fonte: www.Edilportale.com)



28/09/2012 -Rendere obbligatoria la certificazione energetica per tutti gli edifici esistenti e stabilizzare il 55%. Sono le proposte che l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, mira a far inserire nel documento sulla strategia energetica nazionale, la cui uscita è prevista a breve.
Intervenuti in un’audizione in Commissione Industria del Senato, i rappresentanti dell’Ance hanno illustrato una serie di iniziative all’insegna della sostenibilità ambientale che potrebbero fare da traino al settore costruzioni, duramente colpito dalla crisi.

Ma se la stabilizzazione del 55% (basata sul miglioramento dell’efficienza rispetto ai costi, sull’introduzione di parametri di costo specifico massimo ammissibile per tipo di intervento, sulla differenziazione delle percentuali di spesa detraibili o dei tempi di rimborso) è stata già presa in considerazione dal Governo e proposta in diverse sedi, a rappresentare una novità è la certificazione energetica degli edifici, che per l’associazione dei costruttori edili dovrebbe diventare obbligatoria per tutti gli immobili esistenti e non solo in caso di vendita o locazione.

Secondo l’Ance, la certificazione energetica dovrebbe essere estesa anche agli edifici industriali. Allo stesso tempo, la prestazione energetica dell’immobile dovrebbe essere inserita nei dati catastali.

Dal 2020 o 2025 Ance propone inoltre di vietare la locazione e la commercializzazione degli immobili al di sotto di una certa classe energetica, consentendone l’uso e l’agibilità solo dopo l’effettuazione degli interventi di riqualificazione necessari.

L’obiettivo delle proposte è stimolare gli interventi di riqualificazione. Motivo per il quale, sostiene l’associazione degli edili, sarebbe necessario un unico quadro normativo ed un'unica metodologia di confronto su scala nazionale.

Ad oggi, lamentano i costruttori, il sistema di certificazione non svolge un ruolo di informazione e orientamento del mercato a causa della frammentazione a macchia di leopardo della sua disciplina su scala regionale.

Altrettante lacune sarebbero riscontrabili nel sistema di accreditamento, qualificazione e vigilanza dei certificatori energetici, che è affidato ad albi regionali gestiti da soggetti diversi. A tal proposito, per fornire una garanzia ad utenti e produttori, Ance propone che per le classi energetiche A e A+ la certificazione sia rilasciata da soggetti operanti sotto accreditamento dell'Ente unico nazionale Accredia.

Il quadro potrebbe essere completato da modelli contrattuali e finanziari innovativi, studiati in collaborazione con le banche per favorire gli interventi caratterizzati dal miglior rapporto costi benefici dal punto di vista della sostenibilità energetico ambientale.

Ma il rilancio dell’edilizia, conclude l’Ance, passa anche attraverso la formazione di manodopera qualificata, con corsi di formazione e aggiornamento professionale rivolti ai tecnici operanti nei “green jobs”, e la definizione di regole di riferimento certe e stabili per l’avvio degli interventi di  riqualificazione delle città previsti dai programmi Smart City e Piano Città.