venerdì 28 settembre 2012

CERTIFICAZIONE ENERGETICA: SARA' OBBLIGATORIA SULL'ESISTENTE?

(Fonte: www.Edilportale.com)



28/09/2012 -Rendere obbligatoria la certificazione energetica per tutti gli edifici esistenti e stabilizzare il 55%. Sono le proposte che l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, mira a far inserire nel documento sulla strategia energetica nazionale, la cui uscita è prevista a breve.
Intervenuti in un’audizione in Commissione Industria del Senato, i rappresentanti dell’Ance hanno illustrato una serie di iniziative all’insegna della sostenibilità ambientale che potrebbero fare da traino al settore costruzioni, duramente colpito dalla crisi.

Ma se la stabilizzazione del 55% (basata sul miglioramento dell’efficienza rispetto ai costi, sull’introduzione di parametri di costo specifico massimo ammissibile per tipo di intervento, sulla differenziazione delle percentuali di spesa detraibili o dei tempi di rimborso) è stata già presa in considerazione dal Governo e proposta in diverse sedi, a rappresentare una novità è la certificazione energetica degli edifici, che per l’associazione dei costruttori edili dovrebbe diventare obbligatoria per tutti gli immobili esistenti e non solo in caso di vendita o locazione.

Secondo l’Ance, la certificazione energetica dovrebbe essere estesa anche agli edifici industriali. Allo stesso tempo, la prestazione energetica dell’immobile dovrebbe essere inserita nei dati catastali.

Dal 2020 o 2025 Ance propone inoltre di vietare la locazione e la commercializzazione degli immobili al di sotto di una certa classe energetica, consentendone l’uso e l’agibilità solo dopo l’effettuazione degli interventi di riqualificazione necessari.

L’obiettivo delle proposte è stimolare gli interventi di riqualificazione. Motivo per il quale, sostiene l’associazione degli edili, sarebbe necessario un unico quadro normativo ed un'unica metodologia di confronto su scala nazionale.

Ad oggi, lamentano i costruttori, il sistema di certificazione non svolge un ruolo di informazione e orientamento del mercato a causa della frammentazione a macchia di leopardo della sua disciplina su scala regionale.

Altrettante lacune sarebbero riscontrabili nel sistema di accreditamento, qualificazione e vigilanza dei certificatori energetici, che è affidato ad albi regionali gestiti da soggetti diversi. A tal proposito, per fornire una garanzia ad utenti e produttori, Ance propone che per le classi energetiche A e A+ la certificazione sia rilasciata da soggetti operanti sotto accreditamento dell'Ente unico nazionale Accredia.

Il quadro potrebbe essere completato da modelli contrattuali e finanziari innovativi, studiati in collaborazione con le banche per favorire gli interventi caratterizzati dal miglior rapporto costi benefici dal punto di vista della sostenibilità energetico ambientale.

Ma il rilancio dell’edilizia, conclude l’Ance, passa anche attraverso la formazione di manodopera qualificata, con corsi di formazione e aggiornamento professionale rivolti ai tecnici operanti nei “green jobs”, e la definizione di regole di riferimento certe e stabili per l’avvio degli interventi di  riqualificazione delle città previsti dai programmi Smart City e Piano Città.

mercoledì 26 settembre 2012

EFFICIENZA ENERGETICA E AMBIENTE: NUOVI PROVVEDIMENTI DAL GOVERNO

(Fonte: www.Edilportale.com)



26/09/2012 - È all’esame dei Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche comunitarie il Decreto legislativo, messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico, di recepimento della Direttiva 2010/31/CE che stabilisce i nuovi standard di efficienza in edilizia e introduce il concetto di ‘Edificio a Energia Quasi Zero’.
Lo fa sapere il Ministero dell’Ambiente con un documento che fa il punto sull’iter di numerose misure per la crescita sostenibile che il Governo ha messo in campo o sta per lanciare, e che erano state annunciate nel primo Consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva.

Il decreto che recepirà la Direttiva sugli Edifici a Energia Quasi Zero - atteso ormai da diversi mesi - andrà a sostituire i provvedimenti attuativi della precedente Direttiva 2002/91/CE (Dlgs 192/2005 e 311/2006, il Dpr 59/2009 e il DM 26 giugno 2009) ormai soppiantata dalla 2010/31/CE.

Il testo del nuovo Decreto è ancora top-secret ma l’attenzione per il tema dell’efficienza energetica in edilizia è molto alto, come dimostra il grande interesse di aziende e progettisti per Smart Village, il maxievento che Edilportale organizzerà nel corso di Made Expo 2012.

Oltre alle norme per l’edilizia, nelle intenzioni del Governo c’è un ambizioso Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra, una “infrastruttura programmatica” per l’attuazione in Italia del “Pacchetto Clima Energia”. Il Piano è stato trasmesso al Cipe nel maggio 2012 .

E ancora, il documento ricorda altri Decreti in corso di approvazione:
- l’incentivazione delle fonti rinnovabili termiche;
- la revisione del meccanismo dei certificati bianchi per l’efficienza energetica, finalizzato in particolare alla promozione della generazione distribuita e delle smart grid;
- l’applicazione di meccanismi premianti per la ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie innovative in Italia, per l’impiego dell’energia solare e per la valorizzazione della geotermia.

Sono, invece, progetti strategici già in elaborazione:
- i finanziamenti agevolati (nell’ambito del Fondo Kyoto) per la protezione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;
- i finanziamenti per ricerca, sviluppo, produzione e installazione di tecnologie nel solare termico, solare a concentrazione, solare termodinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia;
- gli incentivi per l’incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile, industriale e terziario, compresi gli interventi di social housing.

Come già annunciato dal CdM dopo la pausa estiva, verrà istituita una lista delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti che contribuiscono alla riduzione delle emissioni dei gas serra e degli inquinanti atmosferici. L’impiego delle tecnologie, sistemi e prodotti individuati dalla lista consentirà l’accesso di imprese e soggetti privati ai benefici previsti dal Fondo Kyoto e a una riduzione del 55% dell’Iva sull’acquisto delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti. Tutte le amministrazioni pubbliche avranno l’obbligo di dotarsi esclusivamente delle tecnologie individuate dalla lista.

Tra i progetti già avviati c’è anche il Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la manutenzione e la sicurezza del territorio, che definisce gli obiettivi e le competenze per la manutenzione, la sicurezza e la revisione degli usi del territorio.

Altra importante azione è il recupero delle aree urbane industriali dismesse. È prevista l’estensione a tutti i Siti di interesse nazionale (Sin) della procedura adottata a Porto Marghera, al fine di concludere conferenze di servizi aperte da almeno dieci anni e avviare la messa in sicurezza o la bonifica, anche con le norme di semplificazione inserite nel Decreto Sviluppo.

È inoltre prevista l’applicazione della direttiva europea sul danno ambientale, al fine di promuovere gli investimenti delle imprese nel risanamento e di ridurre le transazioni economiche con il Ministero a casi particolari e marginali e l’introduzione di un credito di imposta per le imprese che investono nelle reindustrializzazione di aree ubicate nei Sin con l’impiego di tecnologie verdi.

Infine, è in attesa della concertazione degli altri Ministeri competenti il Dpr per la regolamentazione dell’Autorizzazione Unica Ambientale - AUA, proposto dai Ministeri Ambiente, Semplificazione, Sviluppo economico. Sono già inserite nel Pacchetto Semplificazioni le nuove procedure per lo smaltimento delle terre e rocce da scavo derivanti dai piccoli cantieri e per la Valutazione di Impatto Ambientale - VIA, le norme che semplificano le bonifiche dei siti contaminati e che accelerano il procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale - AIA.


lunedì 3 settembre 2012

POSSIBILE RIEDIZIONE DELLA DETRAZIONE DEL 55%

(Fonte: www.Edilportale.com)

03/09/2012 - Estendere nel tempo le detrazioni fiscali del 55%, differenziando la percentuale di spesa detraibile e/o la durata del rimborso in relazione all’effettivo beneficio dell’intervento, introducendo tetti di costo per tipo di intervento ed escludendo dalla detrazione gli impianti già incentivati con altri strumenti.
L’intenzione del Governo di riproporre la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è contenuta in una bozza della Strategia Energetica Nazionale circolata in queste ore; la versione definitiva del documento sarà presentata nei prossimi giorni dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, e sottoposta ad una consultazione pubblica.

Altra novità contenuta nel documento riguarda la pianificazione urbanistica: secondo il Governo, gli interventi di efficientamento degli edifici dovranno stimolare e sostenere un ripensamento delle modalità di pianificazione e gestione urbanistica della città, considerato che circa il 70% dell’energia è consumata in contesti urbani, in cui l’edificio diventa il nucleo di un progetto più ampio di riqualificazione del territorio.

In attuazione dei programmi dell’Unione Europa “Smart Cities - Città intelligenti”, il Governo sta pensando di avviare azioni in materia di pianificazione energetica e di sviluppo sostenibile urbano, con l’obiettivo di attivare modelli di pianificazione innovativa dei servizi urbani e dei flussi energetici, di efficienza nelle reti, di mobilità e riqualificazione del tessuto edilizio e di partenariato pubblico-privato. Il tema è già oggi presente nell’Agenda Digitale e nel Piano Città istituito dal decreto Crescita.

La Strategia Energetica Nazionale si incentra su quattro obiettivi principali:
1. ridurre significativamente il gap di costo dell’energia per i consumatori e le imprese, con
un allineamento ai prezzi e costi dell’energia europei;
2. migliorare la nostra sicurezza e ridurre la dipendenza di approvvigionamento dall’estero, soprattutto nel settore gas;
3. favorire la crescita economica sostenibile attraverso lo sviluppo del settore energetico;
4. superare gli obiettivi ambientali definiti dal Pacchetto europeo ClimaEnergia 2020.

Per realizzare la Strategia, è previsto un investimenti di 180 miliardi di euro da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi).

Le azioni nel loro complesso consentiranno di ridurre a 15 miliardi di euro/anno, dagli attuali 62, la fattura energetica estera, con la riduzione dall’82 al 65% della dipendenza dall’estero e di ridurre del 19% le emissioni di gas serra, superando gli obiettivi europei per l’Italia, pari al 18% di riduzione rispetto alle emissioni del 1990.

Si prevede, inoltre, un 23% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi totali e oltre il 38% sui consumi elettrici (rispetto all’11% e al 23% rispettivamente del 2010) con una graduale riduzione dall’87 al 75% dei combustibili fossili. I consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 dovrebbe scendere del 24% (-4% rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di -20%, grazie alle azioni di efficienza energetica.

mercoledì 8 agosto 2012

RINNOVABILI: ITALIA CONFERMA OBIETTIVI DEL 2020



(Fonte: www.edilportale.com)


08/08/2012 - L’impegno italiano per il raggiungimento degli obiettivi di maggiore efficienza energetica e utilizzo delle rinnovabili entro il 2020 è irreversibile e concreto. Lo ha confermato il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera al commissario europeo all'energia Gunther Oettinger.
Dopo un confronto sull’inserimento della strategia energetica nazionale nel quadro complessivo europeo di medio lungo periodo, sono in fase di studio eventuali finanziamenti comunitari per le infrastrutture energetiche.

Per poter accedere ai finanziamenti, le infrastrutture dovranno rispondere a determinati criteri, concordati da Passera e Oettinger. Le opere dovranno avere infatti un interesse strategico a livello comunitario.

Sul fronte della politica energetica interna, il commissario Oettinger ha manifestato un giudizio positivo sui decreti approvati prima della pausa estiva. A detta di Oettinger, i provvedimenti su quinto Conto Energia e rinnovabili diverse dal fotovoltaico puntano infatti al contenimento della spesa e alla promozione di soluzioni più efficienti.

Secondo il commissario europeo all'energia, per uno sviluppo omogeneo delle rinnovabili è necessario che i Paesi membri creino un quadro normativo chiaro e prevedibile, con incentivi regolarmente adattati in base alle esigenze, tenendo presenti lo sviluppo tecnologico e la riduzione dei costi, ma anche proteggendo gli investimenti già avviati.

VIA LIBERA ALLA LEGGE SVILUPPO: CONFERMATA PROROGA DEL 55%


(Fonte: www.edilportale.com)

03/08/2012 - Ok definitivo al Decreto per lo sviluppo e la crescita. Con 216 voti favorevoli, 33 contrari e 4 astenuti, il Senato ha approvato la fiducia sul documento così come uscito dalla Camera, che diventa quindi legge.
Ecco le misure di maggiore interesse per il rilancio

Proroga del 55% per la riqualificazione energetica
Prorogate fino al 30 giugno 2013 le detrazioni fiscali del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. Sono state accolte le richieste degli operatori del settore, in un primo momento respinte perché il bonus fiscale per il risparmio energetico doveva scendere al 50%, seguendo quello sulle ristrutturazioni.


Ristrutturazioni

Il bonus sale dal 36% al 50% ma solo per un periodo limitato, utile ad incentivare gli investimenti privati per contribuire alla ripresa economica. Le detrazioni saranno infatti maggiorate fino al 30 giugno 2013, mentre dal primo luglio si tornerà automaticamente alla vecchia normativa, con percentuali di sconto fiscale che scenderanno nuovamente al 36%, così come il tetto di spesa, che dai 96 mila euro del decreto sviluppo tornerà a 48 mila euro.


Semplificazioni in edilizia

Viene integrato il Testo Unico dell’edilizia inserendo tra gli interventi di edilizia libera le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa e quelle della destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio d'impresa tra le attività di edilizia libera, per le quali non è necessario il titolo abilitativo, ma è richiesto l’invio della comunicazione all’amministrazione comunale prima di iniziare i lavori.
Per questi interventi e per le manutenzioni straordinarie, che non incidono sulle parti strutturali dell’edificio e non comportano né aumento delle unità immobiliari, né incremento dei parametri urbanistici, resta l’obbligo di indicare i dati identificativi dell’impresa alla quale è affidato lo svolgimento dei lavori.


Sportello unico edilizia

Lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) d’ora in poi costituirà l’unico punto di accesso per il privato, in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti l’intervento edilizio e il relativo titolo abilitativo, e fornirà una risposta tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte. Il nuovo SUE si occuperà di acquisire, anche mediante conferenza di servizi, gli atti di assenso delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità e sarà l’unico ufficio competente a comunicare con il cittadino che ha richiesto il titolo abilitativo; gli altri uffici comunali e le P.A. diverse dal Comune, interessati al procedimento, dovranno inoltrare immediatamente al SUE denunce, domande, segnalazioni, atti e documenti eventualmente ricevuti.


False Partite Iva

Modificata la Riforma del Lavoro (Legge 92/2012) voluta dal Ministro Elsa Fornero. In particolare, cambieranno i criteri per stabilire se una Partita Iva è vera o fittizia: i requisiti relativi al livello minimo di reddito e al periodo di lavoro per un stesso committente andranno valutati nell’arco di due anni consecutivi, e non su base annua come stabilito dal testo Fornero. Cioè, sarà considerato una “falsa Partita Iva” il collaboratore che percepisca dallo stesso committente più dell’80% del suo reddito annuo per due anni consecutivi e/o lavori per lo stesso committente per più di otto mesi all’anno ma nell’arco di due anni consecutivi.


Piano Città e Politiche urbane

Il ddl prevede un piano per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città come motore per il settore edile. II Comuni inviano alla Cabina di regia proposte di interventi per la valorizzazione di aree urbane degradate indicando i finanziamenti necessari, i soggetti interessati, le eventuali premialità urbanistiche e i tempi per la realizzazione. I programmi di riqualificazione e sviluppo sono proposti dai Comuni ad una cabina di regia, che accorda i finanziamenti in base a valutazioni sugli effetti economici e sociali degli interventi. La cabina di regia seleziona le proposte in base all’immediata cantierabilità dell’intervento, alla capacità di attivare un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati, nonché alla possibilità di risolvere i fenomeni di tensione abitativa, migliorare la dotazione infrastrutturale e valorizzare il patrimonio immobiliare e ambientale.
Con il nuovo testo si assiste inoltre alla nascita del Cipu, comitato interministeriale per le politiche urbane, istituito per coordinare le politiche urbane delle amministrazioni centrali e concertarle con le Regioni le autonomie locali, nella prospettiva della crescita, dell'inclusione sociale e della coesione territoriale. Il nuovo organismo sarà utile all'attuazione del Piano Città per il recupero delle aree urbane degradate.


Liberalizzazione degli appalti

Le Commissioni referenti hanno dato l’ok a una proposta di modifica che anticipa al 2014 il momento a partire dal quale i concessionari autostradali dovranno mettere in gara il 60% dei lavori. L’emendamento approvato amplia la portata del Dl Sviluppo, che aveva fissato al 2015 la data di avvio del nuovo sistema, e del decreto sulle liberalizzazioni, che aveva ampliato dal 40% al 50% la quota di lavori da mettere obbligatoriamente in gara .

venerdì 23 marzo 2012

IN ARRIVO NUOVO SISTEMA PER GLI INCENTIVI PER LE FONTI RINNOVABILI


(Fonte: www.edilportale.com)

Saranno emanati a breve tre decreti ministeriali che ridefiniranno gli incentivi destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Lo ha annunciato il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, intervenendo qualche giorno fa alla presentazione del Rapporto 2011-12 “Il Governo dell’energia per lo sviluppo del Paese” di Italiadecide.

L’incentivazione delle rinnovabili finora “non è stata ottimale, soprattutto in termini di costi per il Paese” ha spiegato il Ministro, aggiungendo che “è stato privilegiato il settore elettrico, a scapito di quello termico e dell’efficienza energetica”. L’Italia, secondo il Ministro, ha assegnato “incentivi molto generosi”, in particolare al solare, ma non ha previsto adeguati meccanismi di contenimento dei volumi. Tutto questo ha determinato “una vera e propria esplosione degli impianti ed un costo molto elevato per il Paese”.

Traducendo in termini economici, Passera ha detto che l’Italia ha già maturato 9 miliardi di euro all’anno di incentivi a carico di famiglie e imprese. “Poichè gli incentivi durano 15-20 anni - ha aggiunto -, questo ‘debito’ vale tra i 150 e i 200 miliardi. E tali costi crescono di mese in mese: circa 200 milioni all’anno in più ogni mese che passa”.

Inoltre, secondo Passera, “il ritorno economico di questi investimenti sulla filiera italiana è stato spesso non ottimale, a causa della forte spinta su tecnologie dove l’Italia non ha, e faticherebbe ad avere, una leadership industriale, in particolare nel solare, dove circa il 50% degli investimenti viene speso in apparecchiature importate”.

In definitiva, il Ministro ha annunciato l’intenzione del Governo di rilanciare lo sviluppo delle rinnovabili con un approccio alla crescita più virtuoso, basato sull’efficienza dei costi e sulla massimazione del ritorno economico e ambientale per il Paese. Su questi criteri si baseranno, quindi, i tre decreti ministeriali che ridefineranno il modello di sviluppo nel campo delle rinnovabili.


giovedì 9 febbraio 2012

CLASSE ENERGETICA SOLO NEL 12,7% DEGLI ANNUNCI IMMOBILIARI


(Fonte: www.Edilportale.com)

09/02/2012 - Dopo poco più di un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo di indicare la classe energetica degli edifici negli annunci immobiliari di vendita o locazione, solo nel 12,7% dei casi l’obbligo è stato rispettato. Il dato emerge da una ricerca condotta da Immobiliare.it.
“Se nei primi giorni di gennaio - dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it - analizzando gli oltre 700mila annunci presenti sul nostro sito avevamo rilevato un 4,7% di inserzioni in regola, a distanza di un mese mesi la situazione è migliorata. Le differenze tra regione e regione però sono nette e mostrano una reazione non uniforme all’introduzione della normativa”.

Lo studio ha analizzato le differenze tra Nord, Centro e Sud: nel Nord Est, ad esempio, la percentuale di annunci con certificazione energetica è salita al 18,9%, mentre a Nord Ovest è al 15,6%; al Centro Italia siamo all’8,8% e al Sud al 3,8%. Tra le province, quelle con i livelli più elevati di certificazione sono Bolzano (oltre un annuncio su quattro, il 25,6%) e Trento (22,0%), seguite a distanza da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). Roma è ferma al 5,2%, mentre il fanalino di coda dell’indagine è Palermo, che arriva allo 0,9%.

Immobiliare.it spiega il motivo per il quale gli immobili in regola sono relativamente pochi: ad oggi l’unica Regione che sanziona il mancato adempimento dell’obbligo è la Lombardia (previste multe fino a 5.000 euro) che, comunque, è stata costretta dalla levata di scudi dei proprietari di casa e dei professionisti di settore a mitigare l’introduzione della norma, escludendo dalle sanzioni gli annunci che fanno riferimento ad un contratto sottoscritto entro il 31 dicembre 2011.

Ma i problemi maggiori - spiega Immobiliare.it - li hanno i privati: solol’1,5% degli annunci pubblicati da loro è dotato di indicazione della classificazione energetica dell’immobile messo in vendita o affitto (a fronte del 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie).

La rilevazione condotta da Immobiliare.it considera come validi solo gli annunci che riportino, come richiesto dalla normativa, sia la classe energetica sia l’indice di prestazione energetica dell’immobile, un valore, questo, presente solamente nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Si escludono automaticamente tutti quegli immobili che, attraverso autocertificazione, erano stati collocati direttamente nella classe G, quella peggiore in assoluto; questa procedura non è più ritenuta corretta e sta obbligando privati e agenzie a correre ai ripari. Se nei mesi scorsi gli annunci dotati di certificazione energetica erano prevalentemente di immobili nuovi, oggi, sul totale l’80,4% è usato.

La situazione degli immobili oggi
Ma qual è, oggi, lo stato degli immobili in vendita? Se il 24% appartiene alla classe C, segno di una qualità media comunque buona, una percentuale identica si trova nella classe G, la peggiore; in questa categoria ritroviamo gli immobili più vecchi, che anche con importanti (e costosi) interventi di ristrutturazione non potrebbero comunque arrivare in classe A. Questa la classifica completa della distribuzione degli immobili certificati: Classe A - 14%; Classe B - 8%; Classe C - 24%; Classe D - 8%; Classe E - 9%; Classe F - 13%; Classe G - 24%.

“La normativa sulla classificazione energetica anticipa una richiesta comunque tassativa al momento del rogito - continua Giordano - e quindi, più che essere un freno al mercato immobiliare, deve essere letta come uno strumento in più per l’acquirente, che sa sin da subito quello che sarà il livello medio dei consumi dell’immobile”.

In merito all’incidenza della classificazione energetica sul costo dell’immobile, va detto che è piuttosto difficile isolare questo solo aspetto rispetto alle generali condizioni dell’immobile; ad ogni modo, immobili simili ma con classi differenti possono subire un’oscillazione di prezzo di vendita che può arrivare anche al 30% a seconda che siano in classe A o G. Ad esempio, per un bilocale usato di 65 mq, in zona semicentrale a Milano, il prezzo può variare da 448.000 euro se in Classe A a 362.000 euro se in Classe D a 339.000 euro se in Classe G. Lo stesso bilocale a Roma va da 421.000 euro se in Classe A a 340.000 euro se in Classe D a 321.000 euro se in Classe G.