mercoledì 24 agosto 2011

55%: SEMPLIFICAZIONI DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE


(Fonte: www.edilportale.com)

24/08/2011 - Semplificazioni procedurali e riduzione della ritenuta d’acconto sui bonifici per i lavori di riqualificazione energetica. Sono le novità, introdotte da Decreto Sviluppo e manovra correttiva, raccolte nella Nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a luglio 2011.
Semplificazioni procedurali
Dal 14 maggio 2011 non vige più l’obbligo di indicare separatamente in fattura il costo della manodopera. Precedentemente, invece, l’inadempienza comportava la decadenza della detrazione del 55%.

La semplificazione, pensata inizialmente per gli interventi di ristrutturazione edilizia che beneficiano del bonus del 36%, è stata estesa ai lavori di riqualificazione energetica degli edifici dal Decreto Sviluppo.

Ritenuta sui bonifici
La manovra finanziaria ha ridotto inoltre dal 10% al 4% la ritenuta d’acconto sui bonifici effettuati per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche che usufruiscono delle detrazioni Irpef. La misura vale per i bonifici effettuati a partire dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del DL 98/2011.

martedì 26 luglio 2011

CERTIFICAZIONE ENERGETICA RAFFORZATA NEL PIANO PER L'EFFICIENZA


(Fonte: www.edilportale.com)

Rafforzare il ruolo della certificazione energetica, fornire un quadro chiaro degli incentivi a disposizione per gli interventi di riqualificazione e convergere verso una definizione univoca di edifici a energia quasi zero. Sono alcuni dei contenuti presenti nella nuova bozza del Piano nazionale per l’efficienza energetica, approvata a luglio dopo la consultazione voluta dal Ministero per lo Sviluppo Economico.
Il documento, studiato per uniformarsi ai contenuti delle Direttive 2002/91/Ce e alla più recente 2010/31/Ce, è articolato in modo simile a quello del 2007 e prevede un tavolo di raccordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia per la programmazione di incentivi e premialità utili alla riqualificazione e al risparmio energetico.

Nel settore residenziale, il piano pensa agli effetti positivi dati dal raggiungimento dei migliori standard di legge, misurabili in maggiore occupazione e aumento del Pil. Per questi obiettivi saranno fissati quindi i requisiti minimi dei nuovi edifici, studiati sulla base di una metodologia comparativa che tenga conto delle differenze territoriali, e una serie di step graduali fino al 2020, anno in cui gli standard di alta efficienza diventeranno obbligatori.

Nel non residenziale sono allo studio sistemi di schermatura passiva, con eventuali procedure semplificate e agevolazioni.

A guidare il percorso verso il taglio dei consumi dovrebbero essere gli edifici pubblici, dove i contratti per l’acquisto di servizi energetici dovrebbero essere strutturati in modo tale che il proprietario si impegni a pagare una quota fissa e il fornitore a realizzare la riqualificazione dell’edificio. Per questo sarebbe utile predisporre un capitolato speciale di appalto standard. Date le differenze tra Stazioni Appaltanti, edifici esistenti e tipologie contrattuali in essere, sarà necessaria l’emanazione di apposite linee guida.

Il testo ha destato qualche puntualizzazione da parte degli addetti ai lavori. Secondo Cogena, si tratta di una ricognizione degli adempimenti necessari e non di un documento programmatico, dal momento che prevede una serie di possibili aree di intervento, ma non l’indicazione chiara degli strumenti. I contenuti, sottolinea Cogena, sarebbero quelli già presenti nelle norme nazionali, ma ancora inattuati.
Cogena propone quindi obiettivi più ambiziosi, come l’immediata attuazione dei programmi e obiettivi suddivisi tra le Regioni, il rafforzamento delle reti nazionali e la previsione di strumenti stabili per l’efficientamento energetico.

Sulla stessa lunghezza d’onda Finco, che sugerisce l’inserimento dell’ecoprestito agevolato a tasso zero per dieci anni fino a un massimo di 30 mila euro. Una misura già testata in altri Paesi, riferisce il presidente di Confindustria – Finco Cirino Mendola, che mette in guardia dai rischi del taglio agli incentivi su interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica.

lunedì 18 luglio 2011

55% e 36%: FORSE PROROGATI CON UNA RIMODULAZIONE


(Fonte: www.edilportale.com)

18/07/2011 - Stabilizzare e rimodulare gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. È la proposta di Uncsaal e Federlegno Arredo, che parte da alcune considerazioni sui contenuti della manovra fiscale, approvata definitivamente con voto di fiducia la settimana scorsa.
Le due associazioni fanno notare come il testo non contenga nessun accenno alla cancellazione degli incentivi del 36% e 55%. Anzi, il taglio delle agevolazioni del 5% per il 2013 e del 20% nel 2014 potrebbe far ipotizzare una proroga. Così come la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto sugli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali.

Secondo le associazioni, gli incentivi al risparmio energetico in edilizia rappresentano un risparmio anche per il bilancio dello Stato, riducono l’economia sommersa e contribuiscono a evitare le procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Uncsaal e Federlegno hanno quindi formulato una proposta articolata in quattro punti che, oltre a contenere la conferma delle detrazioni fino al 31 dicembre 2015, riduce l’aliquota del bonus dal 55% al 45%, prevedendo rimborsi in cinque o dieci annualità, a seconda dei casi, e rimodulazioni dei tetti di spesa in base alla tipologia di intervento.

In base al Pae, piano di azione per l’efficienza energetica, che ogni Paese membro deve redigere ai sensi della Direttiva 2006/32/Ce per indicare un obiettivo nazionale di risparmio energetico, è necessario puntare sull’edilizia residenziale e industriale, ma anche su terziario e settore trasporti.

In particolare, sottolineano le associazioni, dato il basso livello qualitativo del patrimonio edilizio italiano, nel comparto residenziale ha riscosso un notevole successo la sostituzione di infissi, caldaie e impianti.

Secondo Uncsaal e Federlegno le detrazioni avrebbero creato consapevolezza nei committenti, facendo anche emergere una notevole quota di lavoro sommerso. Dalla sostituzione di infissi e impianti si starebbe gradualmente passando agli interventi sull’involucro edilizio. Segno che, concludono le associazioni, l’interruzione degli incentivi provocherebbe danni economici e ambientali.

martedì 5 luglio 2011

LA MANOVRA NON TAGLIERA' INCENTIVI ALLE RINNOVABILI


(Fonte: www.edilportale.com)

05/07/2011: “Il testo della Manovra da 47 miliardi all’esame del Quirinale ‘non contiene’ il taglio degli incentivi nelle bollette di luce e gas”.

È quanto afferma oggi l’agenzia di stampa Reuters citando una fonte governativa.

Il testo della Manovra circolato ieri (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), prevedeva invece il taglio del 30% rispetto ai livelli del 31 dicembre 2010 per “tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti”.

Il taglio, previsto dall’articolo 35, comma 10, del decreto (nella versione di ieri), avrebbe avuto decorrenza 1° gennaio 2012 ed era finalizzato a “ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese”.

I Ministri dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, avevano smentito la presenza della norma nel testo della Manovra inviato al Quirinale.

martedì 5 aprile 2011

DAL 01 GENNAIO 2012 OGGLIGO CERTIFICATO ENERGETICO PER ANNUNCI IMMOBILIARI


(Fonte: www.Edilportale.com)

05/04/2011 - A poco più di un mese dall’approvazione in Consiglio dei Ministri del Dlgs 28/2011, che recepisce la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, l’attesa è tutta concentrata sul provvedimento attuativo che riscriverà il Conto Energia per il fotovoltaico.

Alcuni giorni fa, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha promesso l’uscita del provvedimento entro il 10 aprile, dopo un giro di consultazioni con gli operatori del settore e con le Regioni; ma queste ultime non hanno ancora ricevuto la bozza del testo su cui proporre modifiche.
Secondo indiscrezioni, il testo potrebbe arrivare in Conferenza Unificata il 14 aprile prossimo.

Il Conto Energia per il fotovoltaico è però solo uno dei punti contenuti del Dlgs 28/2011, del quale stiamo parlando ampiamente.

L’articolo 13 del Dlgs 28/2011, riguarda, ad esempio, la certificazione energetica degli edifici. Il testo dispone che nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari sia inserita un’apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione relative alla certificazione energetica degli edifici.

Lo stesso articolo 13 del Dlgs 28/2011 prevede che, dal 1° gennaio 2012, gli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari riportino l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

martedì 29 marzo 2011

RINNOVABILI: DECRETO ROMANI PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE


(Fonte: www.Edilportale.com)

29/03/2011: È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il Decreto Rinnovabili, che riscrive le regole per l’incentivazione del fotovoltaico. Il decreto entra in vigore oggi.
Rinnovabili, il Decreto Romani pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’attenzione è però concentrata sul provvedimento attuativo del Decreto: una prima bozza è stata presentata ieri pomeriggio alle Regioni, per oggi è previsto un incontro con le associazioni del settore rinnovabili, mentre domani il provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione.

Prende forma, quindi, il quarto Conto Energia, il nuovo regime di aiuti al fotovoltaico che entrerà in vigore il 1° giugno prossimo.

Secondo le informazioni trapelate negli ultimi giorni, il nuovo sistema dovrebbe prevedere:
- taglio degli incentivi del 10% fino alla fine del 2011;
- ulteriore calo del 10% nel 2012, del 15-20% nel 2013 e del 50% nel 2014;
- azzeramento degli incentivi dopo il 2017;
- tetto annuo di 2 GW di potenza installabile incentivabile, due terzi della quale costituita da impianti fino a 200 kW;
- stanziamento massimo di 6 miliardi annui da parte dello Stato;
- meccanismo per tutelare gli investimenti già avviati sulla base del terzo Conto Energia.

Assosolare, l’associazione italiana dell’industria solare fotovoltaica, ha inviato ieri a Confindustria e ai Ministri Romani e Prestigiacomo le sue proposte su alcuni punti rimasti irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato. Assosolare propone di:
- salvare almeno il 2011 e consentire riduzione più graduale delle tariffe per evitare blocco degli investimenti e perdita di posti di lavoro;
- eliminare il tetto annuale e fissare obiettivi di 3 GW all’anno;
- destinare almeno 6,9 miliardi di euro all’anno per lo sviluppo della filiera;
- tutelare la filiera industriale italiana.

“Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”.

giovedì 18 novembre 2010

55%:VIA LIBERA ALLA PROROGA PER IL 2011


(Fonte: www.Edilportale.com)

18/11/2010: Approvato dalla Camera l’emendamento alla Finanziaria; detrazione in dieci anni, invece che in cinque. È stato approvato ieri sera alla Camera l’emendamento alla Finanziaria che proroga al 2011 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Secondo il testo della proposta emendativa, presentata dal relatore della Finanziaria (Legge di Stabilità 2011) Marco Milanese, le spese saranno detraibili in dieci anni, e non più in cinque anni. Non cambiano invece i tetti di spesa e gli interventi ammessi alla detrazione.

Il testo dell’emendamento: “Art. 1 Comma 47-bis. Le disposizioni di cui l'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011. La detrazione spettante ai sensi del presente comma è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 29, comma 6 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n.2.

Ieri il viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas ha spiegato che nel 2011 il bonus fiscale dovrebbe generare maggiori entrate Iva per 124,8 milioni di euro; dal 2012 (anno in cui si comincerà a detrarre le spese del 2011) la misura dovrebbe costare allo Stato circa 300 milioni di euro. Il costo complessivo per lo Stato, nei dieci anni di detrazione, sarà pari a 1,8 miliardi di euro.

L’Aula di Montecitorio licenzierà entro domani la Legge di Stabilità, senza ricorrere al voto di fiducia. La prossima settimana la Finanziaria approderà in Senato per essere approvata entro il 10 dicembre.


LE REAZIONI
Per Uncsaal (produttori di serramenti metallici) “questa notizia contiene uno straordinario elemento di positività che va incontro alle migliaia di richieste di proroga del 55% inviate a Governo e Parlamento da costruttori di serramenti, progettisti, istituzioni locali e cittadini. Uncsaal continuerà a monitorare i lavori parlamentari e a informare le migliaia di operatori del settore in ansia per l’esito finale di questa importante battaglia per la conferma di un provvedimento essenziale per supportare la domanda in una congiuntura dominata ancora dagli effetti della crisi e per contribuire al risparmio energetico e al contenimento delle emissioni di gas serra.”

“È spalmato su dieci anni invece che su cinque, quindi ha un effetto calmierato, ma è meglio di niente” ha affermato Paolo Buzzetti, presidente dell’ANCE. Cancellare completamente l’incentivo - ha proseguito Buzzetti - “sarebbe stato negativissimo; questo è una dimostrazione di buona volontà anche se ne rallenta gli effetti”.