lunedì 18 luglio 2011

55% e 36%: FORSE PROROGATI CON UNA RIMODULAZIONE


(Fonte: www.edilportale.com)

18/07/2011 - Stabilizzare e rimodulare gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. È la proposta di Uncsaal e Federlegno Arredo, che parte da alcune considerazioni sui contenuti della manovra fiscale, approvata definitivamente con voto di fiducia la settimana scorsa.
Le due associazioni fanno notare come il testo non contenga nessun accenno alla cancellazione degli incentivi del 36% e 55%. Anzi, il taglio delle agevolazioni del 5% per il 2013 e del 20% nel 2014 potrebbe far ipotizzare una proroga. Così come la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto sugli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali.

Secondo le associazioni, gli incentivi al risparmio energetico in edilizia rappresentano un risparmio anche per il bilancio dello Stato, riducono l’economia sommersa e contribuiscono a evitare le procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Uncsaal e Federlegno hanno quindi formulato una proposta articolata in quattro punti che, oltre a contenere la conferma delle detrazioni fino al 31 dicembre 2015, riduce l’aliquota del bonus dal 55% al 45%, prevedendo rimborsi in cinque o dieci annualità, a seconda dei casi, e rimodulazioni dei tetti di spesa in base alla tipologia di intervento.

In base al Pae, piano di azione per l’efficienza energetica, che ogni Paese membro deve redigere ai sensi della Direttiva 2006/32/Ce per indicare un obiettivo nazionale di risparmio energetico, è necessario puntare sull’edilizia residenziale e industriale, ma anche su terziario e settore trasporti.

In particolare, sottolineano le associazioni, dato il basso livello qualitativo del patrimonio edilizio italiano, nel comparto residenziale ha riscosso un notevole successo la sostituzione di infissi, caldaie e impianti.

Secondo Uncsaal e Federlegno le detrazioni avrebbero creato consapevolezza nei committenti, facendo anche emergere una notevole quota di lavoro sommerso. Dalla sostituzione di infissi e impianti si starebbe gradualmente passando agli interventi sull’involucro edilizio. Segno che, concludono le associazioni, l’interruzione degli incentivi provocherebbe danni economici e ambientali.

martedì 5 luglio 2011

LA MANOVRA NON TAGLIERA' INCENTIVI ALLE RINNOVABILI


(Fonte: www.edilportale.com)

05/07/2011: “Il testo della Manovra da 47 miliardi all’esame del Quirinale ‘non contiene’ il taglio degli incentivi nelle bollette di luce e gas”.

È quanto afferma oggi l’agenzia di stampa Reuters citando una fonte governativa.

Il testo della Manovra circolato ieri (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), prevedeva invece il taglio del 30% rispetto ai livelli del 31 dicembre 2010 per “tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti”.

Il taglio, previsto dall’articolo 35, comma 10, del decreto (nella versione di ieri), avrebbe avuto decorrenza 1° gennaio 2012 ed era finalizzato a “ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese”.

I Ministri dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, avevano smentito la presenza della norma nel testo della Manovra inviato al Quirinale.

martedì 5 aprile 2011

DAL 01 GENNAIO 2012 OGGLIGO CERTIFICATO ENERGETICO PER ANNUNCI IMMOBILIARI


(Fonte: www.Edilportale.com)

05/04/2011 - A poco più di un mese dall’approvazione in Consiglio dei Ministri del Dlgs 28/2011, che recepisce la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, l’attesa è tutta concentrata sul provvedimento attuativo che riscriverà il Conto Energia per il fotovoltaico.

Alcuni giorni fa, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha promesso l’uscita del provvedimento entro il 10 aprile, dopo un giro di consultazioni con gli operatori del settore e con le Regioni; ma queste ultime non hanno ancora ricevuto la bozza del testo su cui proporre modifiche.
Secondo indiscrezioni, il testo potrebbe arrivare in Conferenza Unificata il 14 aprile prossimo.

Il Conto Energia per il fotovoltaico è però solo uno dei punti contenuti del Dlgs 28/2011, del quale stiamo parlando ampiamente.

L’articolo 13 del Dlgs 28/2011, riguarda, ad esempio, la certificazione energetica degli edifici. Il testo dispone che nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari sia inserita un’apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione relative alla certificazione energetica degli edifici.

Lo stesso articolo 13 del Dlgs 28/2011 prevede che, dal 1° gennaio 2012, gli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari riportino l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

martedì 29 marzo 2011

RINNOVABILI: DECRETO ROMANI PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE


(Fonte: www.Edilportale.com)

29/03/2011: È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il Decreto Rinnovabili, che riscrive le regole per l’incentivazione del fotovoltaico. Il decreto entra in vigore oggi.
Rinnovabili, il Decreto Romani pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’attenzione è però concentrata sul provvedimento attuativo del Decreto: una prima bozza è stata presentata ieri pomeriggio alle Regioni, per oggi è previsto un incontro con le associazioni del settore rinnovabili, mentre domani il provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione.

Prende forma, quindi, il quarto Conto Energia, il nuovo regime di aiuti al fotovoltaico che entrerà in vigore il 1° giugno prossimo.

Secondo le informazioni trapelate negli ultimi giorni, il nuovo sistema dovrebbe prevedere:
- taglio degli incentivi del 10% fino alla fine del 2011;
- ulteriore calo del 10% nel 2012, del 15-20% nel 2013 e del 50% nel 2014;
- azzeramento degli incentivi dopo il 2017;
- tetto annuo di 2 GW di potenza installabile incentivabile, due terzi della quale costituita da impianti fino a 200 kW;
- stanziamento massimo di 6 miliardi annui da parte dello Stato;
- meccanismo per tutelare gli investimenti già avviati sulla base del terzo Conto Energia.

Assosolare, l’associazione italiana dell’industria solare fotovoltaica, ha inviato ieri a Confindustria e ai Ministri Romani e Prestigiacomo le sue proposte su alcuni punti rimasti irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato. Assosolare propone di:
- salvare almeno il 2011 e consentire riduzione più graduale delle tariffe per evitare blocco degli investimenti e perdita di posti di lavoro;
- eliminare il tetto annuale e fissare obiettivi di 3 GW all’anno;
- destinare almeno 6,9 miliardi di euro all’anno per lo sviluppo della filiera;
- tutelare la filiera industriale italiana.

“Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”.

giovedì 18 novembre 2010

55%:VIA LIBERA ALLA PROROGA PER IL 2011


(Fonte: www.Edilportale.com)

18/11/2010: Approvato dalla Camera l’emendamento alla Finanziaria; detrazione in dieci anni, invece che in cinque. È stato approvato ieri sera alla Camera l’emendamento alla Finanziaria che proroga al 2011 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Secondo il testo della proposta emendativa, presentata dal relatore della Finanziaria (Legge di Stabilità 2011) Marco Milanese, le spese saranno detraibili in dieci anni, e non più in cinque anni. Non cambiano invece i tetti di spesa e gli interventi ammessi alla detrazione.

Il testo dell’emendamento: “Art. 1 Comma 47-bis. Le disposizioni di cui l'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011. La detrazione spettante ai sensi del presente comma è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 29, comma 6 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n.2.

Ieri il viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas ha spiegato che nel 2011 il bonus fiscale dovrebbe generare maggiori entrate Iva per 124,8 milioni di euro; dal 2012 (anno in cui si comincerà a detrarre le spese del 2011) la misura dovrebbe costare allo Stato circa 300 milioni di euro. Il costo complessivo per lo Stato, nei dieci anni di detrazione, sarà pari a 1,8 miliardi di euro.

L’Aula di Montecitorio licenzierà entro domani la Legge di Stabilità, senza ricorrere al voto di fiducia. La prossima settimana la Finanziaria approderà in Senato per essere approvata entro il 10 dicembre.


LE REAZIONI
Per Uncsaal (produttori di serramenti metallici) “questa notizia contiene uno straordinario elemento di positività che va incontro alle migliaia di richieste di proroga del 55% inviate a Governo e Parlamento da costruttori di serramenti, progettisti, istituzioni locali e cittadini. Uncsaal continuerà a monitorare i lavori parlamentari e a informare le migliaia di operatori del settore in ansia per l’esito finale di questa importante battaglia per la conferma di un provvedimento essenziale per supportare la domanda in una congiuntura dominata ancora dagli effetti della crisi e per contribuire al risparmio energetico e al contenimento delle emissioni di gas serra.”

“È spalmato su dieci anni invece che su cinque, quindi ha un effetto calmierato, ma è meglio di niente” ha affermato Paolo Buzzetti, presidente dell’ANCE. Cancellare completamente l’incentivo - ha proseguito Buzzetti - “sarebbe stato negativissimo; questo è una dimostrazione di buona volontà anche se ne rallenta gli effetti”.

giovedì 11 novembre 2010

ULTIM'ORA 55%: FORSE LA PROROGA CON IL MILLEPROROGHE


(fonte: www.edilportale.com)

ULTIM'ORA. Potrebbe entrare nel decreto milleproroghe di fine anno la proroga della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, in scadenza il il 31 dicembre 2010.
Nel pomeriggio di oggi, il relatore alla Finanziaria, Marco Milanese (Pdl), in qualità di consigliere economico del ministro dell'economia Giulio Tremonti, ha affermato che “il Governo sta pensando di inserire il bonus del 55% nel decreto milleproroghe”.

Ieri sera il vice ministro all’Economia, Giuseppe Vegas aveva annunciato che “la proroga al 2011 della detrazione Irpef del 55% sulle spese per l’efficientamento energetico degli edifici non trova spazio nella Legge di stabilità”. Il maxiemendamento del Governo alla Legge di Stabilità 2011 (ex Finanziaria), presentato in Commissione Bilancio della Camera, contiene misure di sviluppo per circa 5,5 miliardi di euro, invece che per 7 miliardi, come previsto inizialmente. Sotto la scure sarebbe finita anche la detrazione del 55%.

Inoltre, in Commissione Bilancio della Camera, è stato riammesso l’emendamento alla Legge di stabilità, presentato dal Partito Democratico a firma della capogruppo in commissione Ambiente, Raffaella Mariani, che prevede un bonus fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

La proroga del bonus del 55% era stata formalmente chiesta nei giorni scorsi dalle Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera, e auspicata ieri anche da Futuro e Libertà. Benedetto Della Vedova (Fli) ha spiegato che la misura funziona egregiamente, incentiva in modo virtuoso un settore economico importante, fa emergere il lavoro nero, con risultati straordinari in termini di risparmio energetico. Secondo i calcoli del Fli - ha detto Della Vedova - il costo della misura è di circa 400 milioni, “ma gli analisti ci spiegano che se uno allarga un pò i conti si accorge che la misura sostanzialmente non ha costo”.

Di “saldo quanto meno alla pari” aveva parlato a fine ottobre il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, annunciando che il Il Ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico erano al lavoro per prorogare la detrazione del 55%. “Speriamo di riuscire a prorogare questa misura nonostante le difficoltà di bilancio - aveva detto Saglia -, magari con regole più selettive” . Prima di Saglia, all’inizio di ottobre, anche il sottosegretario all’Economia e Finanze, Luigi Casero, si era detto fiducioso sulla possibilità di prorogare la detrazione del 55% oltre il 2010.


I PRIMI COMMENTI
Per il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, la mancata proroga della detrazione è una “decisione profondamente negativa per il comparto”. “Il taglio del bonus del 55% - afferma il CNAPPC - e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell’Ambiente confermano l’incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una mera logica di risparmio nel brevissimo periodo”. “Questi provvedimenti - si legge ancora nel comunicato - contribuiranno, se possibile, a peggiorare ulteriormente le condizioni del settore edilizio, professionisti ed imprese”.

“Rinunciare alla detrazione fiscale del 55% non è risparmio ma è compromettere inutilmente il futuro ambientale di questo paese ed assestare un altro duro colpo all’occupazione”. Così Antonio Correale, Segretario Generale di FeNEAL UIL. “Il risparmio energetico - afferma Correale - non è un lusso del presente, è uno dei capitoli fondamentali dello sviluppo del Paese. Togliere il mattone dell’incentivo del 55% dalla costruzione di un nuovo modo di concepire l’edilizia e l’ambiente vuol dire ancora una volta prenotarsi per l’ennesimo ritardo strutturale del nostro Paese”.

“Francamente demenziale”. Così il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, ha definito la decisione del governo di non prorogare la detrazione. Secondo Bersani, la cancellazione del bonus “non mancherà di suscitare proteste” tra gli addetti alle costruzioni.

Per Federconsumatori, quella di abolire l’agevolazione del 55% è “una scelta davvero inaccettabile e poco lungimirante”. “Secondo quale logica, in piena crisi economica, e di fronte ai continui aumenti dei costi di alcuni prodotti energetici - si chiede l’Associazione -, si sceglie di tagliare i fondi destinati ad incentivare e far crescere, nel nostro Paese, la cultura del risparmio energetico? Si tratta di un’operazione che conferma, ancora una volta, la politica miope ed iniqua portata avanti da questo Governo, che dimostra, di giorno in giorno, la mancata volontà di investire sul futuro della nostra economia e dell’intero Paese”.

“Com’è possibile cancellare un provvedimento virtuoso che ha creato lavoro, permesso di ridurre le bollette energetiche, riqualificato case e edifici? Le detrazioni del 55% sono sicuramente il più lungimirante intervento di sviluppo sostenibile introdotto negli ultimi anni in Italia. Sarebbe un gravissimo errore cancellarlo e provocherebbe danni assai rilevanti per le imprese e le famiglie. Così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, commenta l’ipotesi che le detrazioni del 55% non compaiano nella legge di stabilità 2011. “Se il Ministero dell’Economia confermerà la sparizione degli incentivi a partire da gennaio faremo sentire la nostra voce insieme a quella di molti altri. A pensarla come noi, infatti, ci sono imprenditori, costruttori e associazioni dei consumatori pronti a scendere in piazza”.

Non rinnovare le detrazioni del 55% è “una scelta incomprensibile che avrà ricadute devastanti sul tessuto industriale della Piccola e Media impresa italiana (1 Miliardo di Euro di fatturato in meno previsto per il 2011 solo per il sistema serramenti), sull’occupazione non tutelata dagli ammortizzatori sociali (8.000 i posti di lavoro che il comparto serramenti stima di perdere l’anno prossimo), sul bilancio energetico e ambientale del nostro Paese e sulle casse dello Stato”. Lo afferma Pietro Gimelli, Direttore Generale UNCSAAL. “Nei prossimi giorni Uncsaal e FederlegnoArredo produrranno una mozione ufficiale che sarà veicolata a tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e condivisa attraverso internet con le migliaia di operatori e consumatori che già hanno aderito in massa alle precedenti battaglie per salvare il 55%, con l’auspicio che il Governo sappia e voglia trovare al più presto il modo di modificare questa decisione.

DETRAZIONE 55%: SALTA LA PROROGA PER IL 2011


(Fonte: www.edilportale.com)

La detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici cesserà il 31 dicembre 2010.
La conferma è arrivata ieri sera con il mancato inserimento della proroga della detrazione nella Legge di Stabilità 2011 (ex Finanziaria). Il maxiemendamento del Governo, presentato in Commissione Bilancio della Camera, contiene misure di sviluppo per circa 5,5 miliardi di euro, invece che per 7 miliardi, come previsto inizialmente.

“Non trova spazio nella Legge di stabilità - ha affermato il vice ministro all’Economia, Giuseppe Vegas - la proroga al 2011 della detrazione Irpef del 55% sulle spese per l’efficientamento energetico degli edifici”.

Salta quindi la proroga del bonus del 55%, formalmente nei giorni scorsi dalle Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera, e auspicata ieri anche da Futuro e Libertà. Benedetto Della Vedova (Fli) ha spiegato che la misura funziona egregiamente, incentiva in modo virtuoso un settore economico importante, fa emergere il lavoro nero, con risultati straordinari in termini di risparmio energetico. Secondo i calcoli del Fli - ha detto Della Vedova - il costo della misura è di circa 400 milioni, “ma gli analisti ci spiegano che se uno allarga un pò i conti si accorge che la misura sostanzialmente non ha costo”.


I PRIMI COMMENTI
Per il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, la mancata proroga della detrazione è una “decisione profondamente negativa per il comparto”. “Il taglio del bonus del 55% - afferma il CNAPPC - e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell’Ambiente confermano l’incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una mera logica di risparmio nel brevissimo periodo”. “Questi provvedimenti - si legge ancora nel comunicato - contribuiranno, se possibile, a peggiorare ulteriormente le condizioni del settore edilizio, professionisti ed imprese”. “Riveda, dunque, il Governo - invita il CNAPPC - i provvedimenti annunciati accantonandoli e mettendo al contempo mano a quelle iniziative legislative, molte delle quali da tempo bloccate, a favore della riqualificazione territoriale e dell’innovazione tecnologica dell’edilizia”.

“Rinunciare alla detrazione fiscale del 55% non è risparmio ma è compromettere inutilmente il futuro ambientale di questo paese ed assestare un altro duro colpo all’occupazione”. Così Antonio Correale, presidente di FeNEAL UIL. “Il risparmio energetico - afferma Correale - non è un lusso del presente, è uno dei capitoli fondamentali dello sviluppo del Paese. Togliere il mattone dell’incentivo del 55% dalla costruzione di un nuovo modo di concepire l’edilizia e l’ambiente vuol dire ancora una volta prenotarsi per l’ennesimo ritardo strutturale del nostro Paese. Un’eventualità che va scongiurata in ogni modo”.